1) NORME PER L’INGRESSO IN BRASILE PER I CITTADINI CON DOPPIA CITTADINANZA:

Secondo il Decreto 5978 del 04/12/2006 e NSCJ 12.1.41: Il Brasiliano che sia anche cittadino di un altro Paese per nascita o per altra forma di acquisizione di nazionalità, ha diritto a passaporto o altro documento di viaggio rilasciato a cittadini brasiliani, nelle stesse condizioni a cui tali documenti sono concessi a tutti i Brasiliani. L’interessato deve essere, inoltre, istruito sull’obbligatorietà dell’ingresso in Brasile e dell’uscita dal Paese con il passaporto brasiliano.

2) ACQUISIZIONE DELLA CITTADINANZA BRASILIANA PER FIGLI DI BRASILIANI RESIDENTI ALL’ESTERO:

D’accordo con la Costituzione del 1988, con l’Emenda Costituzionale di Revisione n.3 del 07.06.1994, figlio/a di brasiliano/a nato/a all’estero è nativo/a brasiliano/a.

È importante registrare al Consolato i bambini brasiliani nati all’estero; un Certificato di Nascita è la prova di affiliazione e di nazionalità brasiliana.

Secondo la Legge Federale 11.790 del 02/10/2008 e NSCJ 4.4.1: le unità consolari dovranno, su richiesta, registrare l’atto di nascita di figlio/a di padre brasiliano o di madre brasiliana, avvenuto nel paese sede dell’entità consolare. Il registro consolare può essere effettuato in qualsiasi momento, indipendentemente dall’età del registrando.

La registrazione è gratuita e solamente il genitore brasiliano potrà ritirarla.

Per il rilascio del primo passaporto di bambini brasiliani nati in Italia, è necessario presentare il certificato di nascita del minore rilasciato dal Consolato del Brasile, oltre agli altri documenti richiesti per il rilascio di passaporto comune.

3) INGRESSO E SOGGIORNO DEI CITTADINI STRANIERI IN BRASILE:

Secondo la Legge 6.815, che definisce lo status giuridico degli stranieri in Brasile:

Il periodo di soggiorno dello straniero che è entrato in Brasile in condizioni di turista, temporaneo o per asilo, e dei titolari di visto di cortesia, ufficiale o diplomatico, non può superare i 90 (novanta) giorni. La reciprocità prevista nei casi connessi ad un visto turistico è, in tutti i casi, regolamentata tramite accordi internazionali, che osserveranno il periodo di soggiorno del turista previsti in questa Legge. Potrà essere concesso il rinvio del periodo di soggiorno in Brasile per più di 90 (novanta) giorni, potendo essere annullato a discrezione del Ministero della Giustizia.
Il periodo di permanenza in Brasile, nei casi di visti per viaggi d’affari e nella condizione di artisti e atleti, avrà durata fino a novanta giorni; nel caso di missionario religioso, fino a un anno. In altri casi (viaggio culturale, come studente, ricercatore, insegnante, tecnico, corrispondente giornalistico), il periodo sarà corrisponde alla durata della missione, del contratto, o della prestazione di servizi, comprovata dall’autorità consolare, osservando le disposizioni della legislazione del lavoro.
Il visto di transito potrà essere concesso agli stranieri che, per raggiungere il Paese di destinazione, debbano entrare nel territorio nazionale. Il visto di transito è valido per un soggiorno fino a 10 (dieci) giorni non prorogabili e per un solo ingresso.
Per ottenere un visto permanente, lo straniero deve soddisfare le esigenze di carattere particolare previste nelle regole di selezione degli immigrati istituite dal Consiglio Nazionale di Immigrazione.

Violazioni e sanzioni:

I – l’ingresso nel territorio nazionale, senza essere autorizzato (clandestino). Sanzione: deportazione.

II – la permanenza nel territorio nazionale dopo la scadenza del termine legale di soggiorno. Sanzione: multa di un decimo del Maggiore Valore di Riferimento, per giorno di eccesso, fino ad un massimo di 10 (dieci) volte la Tassa Referenziale Giornaliera (TRD – divulgata dalla Banca Centrale del Brasile per ogni giorno lavorativo), e la deportazione, se uscito nel termine prestabilito.

III – la non registrazione presso l’ente competente, entro il termine indicato dalla legge (articolo 30). Sanzione: multa di un decimo della Tassa Referenziale Giornaliera (TRD – divulgata dalla Banca Centrale del Brasile per ogni giorno lavorativo), per ogni giorno di eccesso, fino ad un massimo di 10 (dieci) volte il Maggiore Valore di Riferimento.

IV – l’introduzione di straniero illegalmente o l’occultamento di clandestino o irregolare. Sanzione: reclusione da 1 (uno) a 3 (tre) anni e, se il colpevole è uno straniero, l’espulsione.

V – falsa dichiarazione nel processo di trasformazione del visto, di registrazione, di cambio di registrazione, di naturalizzazione, o per ottenere un passaporto straniero, lasciapassare, oppure, ove richiesto, visto d’uscita. Sanzione: reclusione da 1 (uno) a 5 (cinque) anni e, se il colpevole è uno straniero, l’espulsione.

La Legge 6815 definisce la situazione giuridica degli stranieri in Brasile www.planalto.gov.br/CCIVIL/LEIS/L6815.htm

4) UNO STRANIERO PUÒ GUIDARE IN BRASILE? NEL CASO IN CUI POSSA, COSA OCCORRE?

Sì, lo straniero può guidare in Brasile. L’argomento è regolamentato dalla Risoluzione n.193/2006 – Contran, disponibile all’indirizzo www.denatran.gov.br/resolucoes.htm

Il turista italiano in Brasile dovrebbe andare al DENATRAN, presentare la patente di guida italiana (originale + traduzione certificata realizzata in Brasile, e due fototessere). Il Detran spedirà l’autorizzazione con validità per 180 giorni.

Attualmente vige l’accordo sul Riconoscimento Reciproco in Materia di Conversione di Patenti di Guida tra Italia e Brasile. Il titolare di patente A e B emessa dalle Autorità competenti di uno dei due Stati, potrà convertire la sua patente entro quattro anni dalla residenza nel territorio dell’altro Stato, senza dover sostenere esami teorici e pratici.

Le autorità competenti italiane e brasiliane – Dipartimento Trasporti Terrestri del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti per l’Italia e il Dipartimento Nazionale di Transito (Denatran) per il Brasile – possono richiedere al conducente di presentare un certificato medico per sapere se ha i requisiti psicofisici conformi per guidare, e non è autorizzata per casi particolari, cioè per i conducenti che usano protesi e hanno macchine modificate.

Per le altre categorie invece (C1, C1+E, C, C+E, D1, D1+E e D+E in Italia; C, D, E in Brasile), si dovranno sostenere gli esami teorici e pratici previsti dalle normative italiane o brasiliane, a seconda del Paese in cui viene fatta la richiesta.