Economia brasiliana

Settima economia del mondo, il Brasile si conferma una potenza economica in ascesa, malgrado nel biennio appena concluso i tassi di crescita abbiano risentito di un sensibile rallentamento rispetto alla performance degli anni precedenti (2,3%, nel 2013 e solo 0,1% nel 2014). Nel 2015 il Paese e’ entrato in fase di recessione (con stime di crescita negativa tra lo 0,6% e l’1,5%). I fondamentali dell’economia brasiliana rimangono comunque solidi: un tasso di inflazione annuale sceso dal 13% del 2003 al 6,41% del 2014 (benché nel 2015 gli aumenti nei prezzi amministrati abbiano già fatto salire l’inflazione al 7,5%); un debito pubblico lordo pari al 62,4% del PIL a fine marzo 2015; un rassicurante livello di riserve internazionali, pari a circa 365 miliardi USD; un mercato del lavoro che ha raggiunto il livello di piena occupazione e con un bonus demografico ancora in attivo, sebbene . Più di recente, le turbolenze registrate sui mercati finanziari hanno segnato il deprezzamento del Real, circostanza che sta producendo effetti inflazionistici. Inoltre, sul piano dell´interscambio commerciale, per la prima volta dal 200 il Paese registra un saldo negativo, a fine 2014 di oltre 4 miliardi USD, mostrando ancora la forte dipendenza dell´export locale dalla domanda internazionale di materie prime, che ammontano, considerato anche i semimanufatti, a ca. il 60% del valore totale delle esportazioni. Si conferma per il momento il perdurante interesse degli investitori internazionali verso il Brasile, che rimane ai primi posti quale meta internazionale degli investimenti diretti esteri. Emerge comunque la necessità di colmare il gap infrastrutturale e di incrementare la produttività industriale e la formazione del capitale umano.

Fonte: Rapporto Congiunto
Ambasciate/Consolati/ENIT 2016